Il M5S contro la variante al Prg di Fermignano

Il M5S contro la variante al Prg di Fermignano. Ci sono già troppe incompiute che sfregiano il paesaggio e la tradizione storica della città

Il M5S contro la variante al Prg di FermignanoFERMIGNANO – “Su Ca’ Paino non molliamo!”, questo è l’urlo di battaglia del M5S di Fermignano. “Ora – continuano i pentastellati – per scongiurare lo scempio ci appelliamo alla Provincia”. A quasi tre mesi dalla sua approvazione in Consiglio Comunale, il Movimento, torna a parlare della Variante al Piano Regolatore. “Lo facciamo per mettere al corrente che, nonostante l’amministrazione comunale abbia ignorato le nostre osservazioni, stiamo facendo tutto il possibile per evitare che una variante priva di buon senso rovini irreversibilmente il nostro paese.

Ci riferiamo in particolare all’urbanizzazione della cosiddetta zona di Cà Paino, a quello che riteniamo ormai essere il simbolo di questa trasformazione del territorio comunale priva di una seria progettualità. Nella seduta del 9 novembre 2015 il Consiglio Comunale ha approvato la Variante, snobbando – insiste il M5S – letteralmente non solo le nostre osservazioni, ma anche quelle presentate dalla Provincia in sede di parere istruttorio, tra l’altro totalmente in linea con le nostre osservazioni. Infatti, nel parere istruttorio, al fine di escludere la procedura di VAS (Valutazione Ambientale Strategica), la Provincia stessa chiedeva all’amministrazione comunale di rivedere la scelta urbanistica eliminando l’area edificabile di Ca’ Paino dal PRG. Nella versione finale della variante, invece – persevera il Movimento –  non solo l’area edificabile di Cà Paino rimane, ma subisce anche un astuto gioco di prestigio.

Quello che dalle schede sembra essere un passo indietro dell’amministrazione diminuendo la volumetria edificabile, in realtà, con la contestuale modifica di un articolo delle NTA (Normative Tecniche di Attuazione), fa tornare l’indice di fabbricabilità pari a quello iniziale. Insomma, l’amministrazione è sorda e su Ca’ Paino non vuole sentire ragioni, né le nostre né quelle della Provincia e ha liquidato tutti sostenendo semplicemente che l’area in questione sia il ‘naturale prolungamento del Capoluogo’.

Di fonte a questi fatti abbiamo seguito il metodo che ci ha sempre contraddistinto in tutti questi anni: abbiamo tralasciato le polemiche per riprendere in mano le carte e agire, prima con lo studio e poi con i fatti. Attualmente – persistono i grillini – la pratica è depositata negli uffici della Provincia di Pesaro ed Urbino in attesa del vaglio finale che ne attesti la conformità definitiva, pertanto, abbiamo deciso di scrivere direttamente all’Ufficio provinciale incaricato del procedimento al fine di appellarci alla loro competenza tecnica”. Nella lettera, il M5S di Fermignano, ribadisce come ritengono sia sbagliato prevedere il prolungamento del centro urbano in una zona che non è assolutamente contigua al centro abitato, tanto è vero che per accedervi sarà necessario ampliare l’attuale strada vicinale esistente, incidendo inevitabilmente su di

un’area di alto valore ambientale “che le stesse NTA già comprendono all’interno di un progetto di

recupero ambientale al fine di ricostituire condizioni di equilibrio naturale e paesistico, creando un luogo fruibile dalla collettività”. E la collettività fino ad oggi ha goduto e vissuto a pieno quel luogo, e se lo ha fatto è proprio per le sue caratteristiche naturali e paesaggistiche che se venissero spazzate via creerebbero un danno irreparabile.

Il M5S contro la variante al Prg di Fermignano “Ma la questione ben più grave (da noi evidenziata nelle osservazioni, ma che è stata completamente ignorata) – perdura il M5S –  riguarda la presenza della linea del metano ad alta pressione che insiste sull’area d’intervento. Il metanodotto percorre tutta l’area di Ca’ Paino costeggiando il viale alberato, fino ad arrivare alla relativa valvola di intercettazione a farfalla, ben visibile a ridosso dell’attuale strada che porta al cimitero. Il progetto di Variante ignora la presenza della valvola a farfalla, passandoci praticamente sopra. La valvola ricadrebbe in parte all’interno della nuova area edificabile e in parte nell’area che sarà destinata a nuova strada di accesso. Per quanto riguarda il gasdotto, questo passa in lotti di terreni agricoli che, a causa della presenza del metanodotto stesso, sono vincolati a servitù di passaggio stipulate tra la Provincia di Pesaro e Urbino e i relativi proprietari. Le servitù prevedono, tra le altre cose, che non si possa costruire nuove opere di qualsiasi genere a distanza di 3 metri dall’asse di tubazione. Tali vincoli permarranno per tutta la durata del metanodotto poiché sono dettati da motivi di sicurezza dell’impianto. Ci chiediamo – concludono i grillini – quindi come sia possibile costruire un centro abitato in un’area adiacente ad un metanodotto e in cui (come riportano gli atti notarili), non è possibile nemmeno eseguire piantagioni ad alto fusto, costruire fognature e canalizzazioni, ma dove anzi è obbligatorio lasciare a terreno agrario la fascia asservita.

E’ chiaro dunque come la realizzazione di questo progetto oltre ad essere una bestemmia ambientale, appare anche sconsiderato dal punto di vista della fattibilità tecnica. A meno che non si decida di rimuovere l’impianto, oppure spostare l’area urbana, allontanandola dalla tubazione ed erodendo ancor di più l’area rurale di Ca’ Paino, del cui pregio, la Provincia stessa non esitava a definire ‘una testimonianza del paesaggio agrario rimasto nel tempo inalterato’. Ipotesi quest’ultima che nessun cittadino che ama il proprio territorio si augurerebbe. Inoltre, guardandosi attorno, di fronte a numerose aree costruite e rimaste ancora inabitate e disponibili, la domanda che sorge spontanea è sempre la stessa: ne abbiamo davvero bisogno?”.

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Le parole e le battaglie di cui sopra sono talmente efficienti che i commenti di conseguenza non servono. Fermignano è piena zeppa di incompiute che sfregiano il paesaggio e la tradizione storica della città. Vista la perdurante crisi edile e le millanta case invendute di Fermignano stiamo incamminandoci verso l’ennesimo imperfetto “mostro urbanistico”. Dieci anni fa, l’attuale sindaco Giorgio Cancellieri, aveva promesso una pulizia completa delle opere capestro che rappresentavano il brutto cartello pubblicitario per la comunità e il borgo. E’ stata cancellata, grazie a privati, l’ex area Lady Moon, ma è ulteriormente cresciuta in modo vergognoso la superficie abbozzata dell’ex Lar che doveva diventare il nuovo centro cittadino. Ben visibili gli scheletri di palazzine appena tratteggiate. Permangono, inoltre, l’ex Fornace, via Piave e i magazzini comunali nella rotatoria di via Loreto. Altro che nitidezza? Qua si rischia, con l’edificabilità dell’ennesima area verde, di dare credito e continuità ad un paesone fantasma, sempre più dormitorio di Urbino. Cominciamo a togliere invece di aggiungere o un uragano comunale ci seppellirà per sempre. (eg)

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