Il 17 aprile il referendum sulle trivellazioni in mare

Il 17 aprile il referendum sulle trivellazioni in mare

Al via a Senigallia le richieste per la nomina degli scrutatori. In vista dell’appuntamento referendario primi interventi de La Città Futura e di Vivi Senigallia

Il 17 aprile il referendum sulle trivellazioni in mare

SENIGALLIA – Come già avvenuto lo scorso anno in occasione delle elezioni amministrative, anche per il referendum popolare abrogativo del 17 aprile 2016, previsto dall’art. 75 della Costituzione, la nomina degli scrutatori, sia titolari che di riserva, avverrà prioritariamente con il criterio del sorteggio tra coloro che sono iscritti nell’apposito albo comunale e al Centro per l’impiego con lo status di disoccupati o inoccupati.

Qualora il numero di coloro che dichiarino di essere in possesso di tali requisiti risulti insufficiente a ricoprire i posti disponibili, si effettuerà un ulteriore sorteggio tra tutti gli iscritti all’albo degli scrutatori.

Gli interessati dovranno sottoscrivere, sotto la propria responsabilità, una istanza/dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, da far pervenire all’ufficio elettorale comunale, nella quale manifestano la loro disponibilità a ricoprire l’incarico e dichiarano di essere iscritti all’albo degli scrutatori e al centro per l’impiego in quanto disoccupati o inoccupati (devono sussistere entrambi i requisiti)

I richiedenti dovranno utilizzare obbligatoriamente la modulistica che è  disponibile presso l’ufficio elettorale e sul sito istituzionale del Comune di Senigallia www.comune.senigallia.an.it.

La scadenza per la presentazione delle dichiarazioni è fissata per venerdì 11 marzo e verranno considerate prodotte in tempo utile solamente quelle che perverranno entro e non oltre tale data (non farà fede la data del timbro postale).

Nel contempo prende campo anche il confronto politico. “Il 17 aprile si terrà il referendum contro le trivelle promosso da nove regioni tra cui le Marche. Dei sei quesiti referendari presentati  – si legge in un comunicato de La Città Futura – solo uno è stato ammesso, quello che riguarda la durata delle autorizzazioni per le esplorazioni e le trivellazioni dei giacimenti in mare già rilasciate.

Il governo inoltre non ha ritenuto di accorpare la data del referendum con le elezioni amministrative, il che avrebbe fatto risparmiare 300.000 euro, con il chiaro intento di puntare al non raggiungimento del quorum.

“Ma, nonostante tutto, un referendum contro le trivelle resta in piedi e alla fine, aldilà delle sottigliezze legislative, non potrà che essere: il referendum contro le trivelle, punto e basta.
Per questo è importantissimo vincerlo, e vincerlo significa una cosa sola: convincere i cittadini ad andare a votare il 17 aprile per raggiungere il quorum.

“E’ importante essere uniti. La Città Futura – si legge sempre nella nota – si è spesa da subito in questa battaglia, collaborando con tutti. Abbiamo sempre pensato che, in questo caso come non mai, più siamo e meglio è. Quello che conta è il risultato: impedire la devastazione del nostro mare e dei nostri territori, della nostra salute, del nostro paesaggio, della nostra economia, in una parola, del nostro futuro.

Abbiamo poco o nulla da aggiungere alle parole del Sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi che, lo ricordiamo, è anche Presidente dell’Anci Marche, il quale si è espresso in maniera netta ed inequivocabile nel suo comunicato a favore del Si al referendum del 17 aprile, e che si è espresso altrettanto nettamente contro il progetto Sibilla e per un futuro energetico del nostro Paese non più affidato alle fonti fossili.
“Contiamo di trovarci assieme al nostro Sindaco e a tutte le associazioni, movimenti e comitati – conclude La Città Futura – nelle tante iniziative, che speriamo si moltiplicheranno, da qui al 17 aprile, per promuovere tra i cittadini il SI per abrogare le trivelle”.

Ed anche Vivi Senigallia sostiene il referendum abrogativo sulla durata delle autorizzazioni alle esplorazioni e alle trivellazioni in mare. “La consultazione referendaria di aprile – si legge in una nota – è un’opportunità per costruire un modello di crescita fondato sulla sostenibilità e il rispetto delle volontà dei territori.

“La nostra amministrazione a guida Maurizio Mangialardi – scrive sempre Vivi Senigallia – è riuscita ad avere anche in questo campo lungimiranza, avendo preso posizione sulle trivellazioni in adriatico già da diversi anni. Abbiamo sostenuto insieme al sindaco Mangialardi di stabilire un vincolo per cui il legislatore non solo non potrà rimuovere il divieto di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le dodici miglia, ma decreterà anche l’obbligo per il ministero dello Sviluppo economico a chiudere definitivamente i procedimenti in corso per il rilascio dei permessi e delle concessioni, ben prima della decisione di promuovere il referendum abrogativo.

“Oggi più che mai è necessario investire sulle risorse rinnovabili e tutelare le principali ricchezze di cui il nostro territorio dispone: il mare, il patrimonio paesaggistico, il turismo, l’ambiente e la pesca di qualità.

“Vivi Senigallia auspica che l’appuntamento referendario del 17 aprile possa diventare un momento di grande partecipazione democratica per raggiungere il quorum e ribadire che il futuro energetico del nostro Paese, non può essere affidato a fonti energetiche esauribili e inquinanti, che ostacolano lo sviluppo di nuovi settori economici sostenibili e innovativi. Fonti ormai dannose e superate.

Votare Sì al referendum abrogativo del 17 aprile – conclude Vivi Senigallia – evidenzia un grande rispetto verso il mare e il nostro territorio ma soprattutto verso la salute dei cittadini. Vivi Senigallia lo sosterrà in tutte le sedi”.

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