Giro di vite a Pesaro contro i parcheggiatori abusivi. A Senigallia cosa si aspetta?

Giro di vite a Pesaro contro i parcheggiatori abusivi. A Senigallia cosa si aspetta?

Giro di vite a Pesaro contro i parcheggiatori abusivi. A Senigallia cosa si aspetta?

Nella città di Rossini il sindaco Matteo Ricci ha appena dichiarato guerra anche ai mendicanti, firmando un’apposita ordinanza. Una decisione presa per garantire la sicurezza dei cittadini

Giro di vite a Pesaro contro i parcheggiatori abusivi. A Senigallia cosa si aspetta?

di ELPIDIO STORTINI

SENIGALLIA – Tra Senigallia e Pesaro c’è una distanza di appena 40 chilometri. Senigallia è la terra di Giovanni Maria Mastai Ferretti, Papa Pio IX; a Pesaro è nato Gioachino Rossini, un grande compositore; Senigallia è città turistica, Pesaro è città turistica, ma anche industriale; a Senigallia il sindaco – Maurizio Mangialardi – è il presidente regionale dell’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani; a Pesaro il sindaco – Matteo Ricci – dell’Anci è il vice presidente nazionale, oltre ad essere vice presidente del Partito democratico (lo stesso partito del sindaco di Senigallia). Sia il sindaco di Senigallia, sia il sindaco di Pesaro, bersaniani fino a poco più di tre anni fa, adesso sono renziani convinti.

Due amministratori di successo, che ci ritroveremo molto presto in Parlamento. E, forse, più in alto ancora. Due amministratori che stanno bruciando le tappe, divisi, però, sul fare. A Senigallia si aspetta, a volte si tentenna, qualche volta si fa. A Pesaro, invece, si fa. E basta.

Un preambolo lungo (anche se non lo riteniamo fuori luogo) per dire che a Pesaro il sindaco Matteo Ricci ha appena dichiarato guerra ai parcheggiatori abusivi ed ai mendicanti, firmando un’apposita ordinanza. Una decisione presa per garantire la sicurezza dei cittadini.

A Senigallia, invece, si tentenna anche in questo, nonostante l’esistenza del problema da troppi anni. Ed i tanti – e, purtroppo, inutili – appelli al fare.

Il giro di vite di Pesaro è avvenuto – come si legge nell’ordinanza firmata dal sindaco Matteo Ricci – in seguito all’ultima riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che ha esaminato la problematica della rilevante presenza di mendicanti e di posteggiatori abusivi nei Comuni di maggiore dimensione della Provincia di Pesaro e Urbino”.

Nell’occasione il Prefetto di Pesaro e Urbino aveva invitato i sindaci a “voler valutare favorevolmente l’adozione” di un provvedimento contingibile e urgente ai sensi dell’art. 54 del D. Lgs. 267/2000 al fine di prevenire ed eliminare pericoli che minacciano la sicurezza ed il decoro urbano”.

Nell’ordinanza, firmata dal sindaco di Pesaro, si ricorda che “in più circostanze la polizia municipale è intervenuta per contrastare forme di accattonaggio molesto invasivo (inteso come richiesta insistente e petulante di denaro) e/o con impiego di minori, anziani, disabili oppure simulando disabilità; in alcuni luoghi della città quali: a) le aree di svolgimento di mercati b) di fronte a vetrine ed ingressi di attività commerciali; c) cimiteri; d) ospedale e vie limitrofe quali P.le Cinelli/Via Oberdan/Via della Liberazione; e) luoghi di culto; f) Piazza del Popolo-Via Branca-Via S. Francesco-Via Rossini-C.so XI Settembre-P.le Carducci, la presenza di mendicanti è talmente assidua ed insistente da pregiudicare la corretta fruibilità, la dignità ed il decoro dei predetti luoghi”.

La decisione è stata anche presa – si legge sempre nell’ordinanza del sindaco – anche per dare “una risposta alle nuove attese dei cittadini in tema di diritto alla sicurezza e alla fruibilità della città e di richiamare i frequentatori della stessa al rispetto delle condizioni di dignità e decoro dei luoghi pubblici di particolare pregio o valore sociale, sentito sull’argomento il Corpo della Polizia municipale ed in particolare il comandante”.

Nell’ordinanza il sindaco Matteo Ricci sottolinea anche che è stata data una preventiva comunicazione del provvedimento al Prefetto di Pesaro e Urbino.

Per cui si ordina, con decorrenza immediata:

1) E’ fatto divieto di porre in essere forme di accattonaggio molesto invasivo ( inteso come richiesta insistente e petulante di denaro) e/o con impiego di minori, anziani, disabili oppure simulando disabilità

2) È fatto divieto di mendicare nei seguenti luoghi: a) le aree di svolgimento di mercati b) di fronte a vetrine ed ingressi di attività commerciali; c) nei cimiteri ed aree antistanti; d) l’ospedale e vie limitrofe quali P.le Cinelli/Via Oberdan/Via della Liberazione; e) aree antistanti i luoghi di culto; f) Piazza del Popolo-Via Branca-Via S. Francesco-Via Rossini-C.so XI settembre-P.le Carducci; g) in corrispondenza ed in prossimità di intersezioni stradali semaforizzate e non. Nei restanti luoghi della città la richiesta di denaro o di altra utilità deve essere compiuta in maniera itinerante con soste non superiori a trenta minuti nello stesso luogo, dopo di che il questuante dovrà spostarsi di almeno 500 metri”.

È fatto inoltre divieto “di avvicinarsi ai veicoli in circolazione sulle strade pubbliche o ad uso pubblico al fine di offrire merci o servizi quali la pulizia o il lavaggio di vetri o di altre parti del veicolo”.

“E’ fatto divieto, nei parcheggi pubblici o di uso pubblico ubicati nelle zone adiacenti: a) ospedale e via limitrofe quali P.le Cinelli, Via Oberdan e Via della Liberazione b) strutture commerciali; c) uffici di pubbliche amministrazioni ed in particolare in P.le Carducci, di porre in essere comportamenti finalizzati a chiedere a chiunque si trovi in quei luoghi denaro o altra utilità, ivi compreso rendersi disponibili a portare o scaricare merce, pacchi o borse o individuare posteggi liberi”.

“Fatto salve le sanzioni penali e amministrative previste dalle leggi dello Stato e della Regione, ai sensi del “Regolamento per la disciplina, l’accertamento e l’applicazione delle sanzioni amministrative per le violazioni ai regolamenti comunali, alle ordinanze del Sindaco e dei dirigenti” approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 63 del 07.05.2012 e dell’art. 7-bis del TUEL, le violazioni alla presente ordinanza sono punite con una sanzione amministrativa compresa tra euro 25.00 ed euro 500,00, con un pagamento in misura ridotta pari ad euro 50,00. E’, altresì, prevista la sanzione accessoria del sequestro cautelare del denaro, provento della violazione, nonché delle attrezzature impiegate nell’attività di accattonaggio e l’eventuale confisca amministrativa ai sensi dell’art. 20, comma 3, della sopracitata Legge n. 689/1981. Il denaro oggetto di sequestro dovrà essere devoluto o utilizzato per finalità di assistenza sociale”.

A questo punto, visto che Senigallia e Pesaro distano appena 40 chilometri, anche nella città della spiaggia di velluto si deciderà di intervenire per risolvere un problema annoso?

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