Ecco come è stato cambiato il progetto di piazza Garibaldi

SENIGALLIA / Ecco come è stato cambiato il progetto di piazza Garibaldi: non ci sarà la fontana, non ci saranno gli alberi (ma solo alberelli in vaso), come previsto nell’elaborato iniziale del professor Fabio Mariano, poi stravolto in Comune. Nel frattempo è stata inviata al sindaco una petizione per dire no agli stemmi papali

Ecco come è stato cambiato il progetto di piazza GaribaldiEcco come è stato cambiato il progetto di piazza GaribaldiEcco come è stato cambiato il progetto di piazza Garibaldi Ecco come è stato cambiato il progetto di piazza Garibaldi

SENIGALLIA – Piazza Garibaldi continua ad essere al centro del dibattito cittadino. Non foss’altro per le recenti polemiche scaturite dal pesante botta e risposta – sui costi dell’intervento – tra il consigliere comunale di Senigallia Bene Comune, Giorgio Sartini, ed il sindaco Maurizio Mangialardi.

Per cui ci sembra opportuno, vista l’attualità dell’argomento, proporre oggi il confronto tra i due progetti elaborati per il restyling di piazza Garibaldi.

In alto il progetto iniziale – regolarmente approvato nei termini previsti – del professor Fabio Mariano e, subito sotto, la rielaborazione fatta successivamente in Comune, prima dell’avvio dei lavori, non si sa bene ancora da chi. Un confronto che serve, se non altro, per comprendere come doveva essere, e come sarà, questa nuova piazza della città.

Va anche ricordato che il progetto iniziale era stato apprezzato, sia dall’Amministrazione comunale, sia dall’allora vescovo di Senigallia. Poi, all’improvviso, la decisione di modificarlo radicalmente.

Al posto degli alberi saranno così posti dei grossi vasi con all’interno degli alberelli. Sono scomparse, a quanto sembra, anche le panchine previste per i frequentatori, così come non c’è più la fontana ellittica prevista nel progetto del professor Mariano.

Quella che sarebbe stata una piazza verde sarà invece trasformata in una specie di copia di piazza del Duca, quella piazza che, come si ricorderà, era stata aspramente criticata dal professor Vittorio Sgarbi, il critico elogiato recentemente dall’Amministrazione comunale di Senigallia in quanto, alla Borsa del Turismo di Milano, aveva elogiato Senigallia, definendola “la città della felicità”.

Nel frattempo è stata avviata, da parte di un Comitato cittadino, una raccolta di firme per dire no agli stemmi papali in piazza Garibaldi. Una petizione, diretta al sindaco di Senigallia.

“I sottoscritti cittadini senigalliesi”, si legge nel testo della petizione, premettono “che una piazza è un luogo pubblico per eccellenza e quindi in quanto tale deve essere rappresentativo di quei valori che ispirano la comunità civile, nel caso specifico valori di democrazia, libertà e laicità”.

Nel testo della petizione viene anche considerato “che qualsiasi intervento ornamentale su uno spazio pubblico non può essere dettato solo da ragioni estetiche, ma deve essere improntato ai valori su cui si fonda la convivenza collettiva e le istituzioni dello Stato o per lo meno non deve essere offensivo della memoria storica di questi valori, soprattutto nel caso di immagini a forte connotazione simbolica come gli stemmi; e che quindi un disegno rievocante fatti o personaggi della storia assume inevitabilmente una valenza simbolica e ripropone di conseguenza anche i valori di cui l’evento o il personaggio sono portatori e perciò prima di proporlo in un luogo pubblico bisognerebbe chiedersi quale rappresentazione si vuole dare e se tale rappresentazione sia condivisibile e opportuna in quanto coerente con i valori ispiratori della comunità nazionale”.

Va inoltre considerato “altresì che gli stemmi papali in piazza Garibaldi non possono essere interpretati solo come un innocuo omaggio a singole figure storiche, ma rimandano inevitabilmente a quel potere temporale della Chiesa di cui gli stemmi stessi sono il simbolo e che quindi non possono passare come un semplice omaggio a papa Mastai, cittadino senigalliese, senza alludere anche a Pio IX come sovrano e alla monarchia papale di cui è stato rappresentante; e che il presente Stato italiano si è costituito attraverso il Risorgimento sui valori di democrazia e laicità combattendo contro quegli stati autocratici e confessionali di Antico Regime di cui lo Stato Papale è stato l’assertore più radicale; e che le questioni ideologiche rivestono una grande importanza e la memoria delle radici di una comunità va coltivata anche attraverso lapidi o monumenti che ne ricordino e ne ripropongano i valori”.

Nella petizione viene quindi contestata “la proposta di inserire nella pavimentazione di piazza Garibaldi gli stemmi che ricordino le figure di Pio IX e del cardinal Lambertini con i simboli dello stato papale, che oltretutto avrebbero solo l’effetto di rinfocolare una profonda divisione politica, ideologica e culturale durata oltre un secolo e mezzo”.

Nella petizione al sindaco di Senigallia viene quindi proposto “che se si vuole ornare la pavimentazione stessa di mosaici, questi siano ispirati ai valori civili e alle memorie storiche della comunità o per lo meno non siano di significato avverso ai principi ispiratori della nostra storia democratica e repubblicana”.

Nelle foto: dall’alto il progetto iniziale del professor Fabio Mariano; il progetto rielaborato dal Comune ed in via di esecuzione; i lavori attualmente in corso in piazza Garibaldi

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it