A Urbino i Verdi si riavvicinano al Pd

A Urbino i Verdi si riavvicinano al Pd. Ed il 20 febbraio al Collegio Raffaello sbarca la Leopolda

scaramucciFEDERICO SCARAMUCCIURBINO – La “Leopolda” sbarca in Urbino. Però, sottolinea la dirigenza locale, “in salsa urbinate”. L’appuntamento con tesserati, simpatizzanti, curiosi, cittadini e media è promosso per sabato 20 febbraio dalle ore 16 presso il Collegio Raffaello. “Un brain-storming pubblico al quale prenderanno parte diversi esponenti del mondo politico, culturale, imprenditoriale e dell’associazionismo – sottolinea Federico Scaramucci, segretario locale – Con una presenza speciale ancora top secret”. Parte così il progetto “Voi, Noi, Urbino”. Tra i temi: il nuovo ruolo per l’ospedale di rete di Urbino, una gestione migliore dei rifiuti, nuove prospettive di lavoro per i giovani nella cultura e nel turismo, il futuro della nostra Università. “Con un orizzonte: disegnare come sarà Urbino da qui al 2020 – insiste Scaramucci – Tra il 2011 e il 2013 la città ha vissuto una straordinaria occasione di progettualità partecipata e senza colori politici: la consultazione di tavoli tematici le cui proposte contribuirono a disegnare una ‘mappa delle idee’ degli urbinati. Da questa ‘mappa’ derivarono le ‘coordinate’ cui si ispirò l’architetto Paolo Ceccareli per la stesura del ‘Piano Strategico per la Città di Urbino’. Fu proprio Ceccarelli a volere e stimolare questo metodo di consultazione libera a aperta. Il Piano nasceva anche in armonia con il Piano di Gestione del Sito Unesco per la città di Urbino. A due anni di distanza dalla stesura del ‘Piano’ – evidenzia Scaramucci –  la città sembra aver perso quelle ‘coordinate’ e quella stagione progettuale si è fermata sulle secche della nuova Amministrazione”. L’evento è promosso da “Partito Democratico” e “Coord. UNITI per le Marche (Socialisti, Verdi, Scelta Civica)”.

Attenzione: questo è il documento ufficiale politico che riporta (porta di nuovo – ndr) i Verdi al cosiddetto ovile dei Dem dopo la cacciata di Gambini dalla maggioranza.

Perché Urbino necessita di un duplicato della Leopolda? “Ad Urbino, grazie alla fortunata eredità storica, al patrimonio artistico, unitamente alla presenza dell’Università – risponde Scaramucci – lo standard di vita è stato fino a pochi anni fa di alta qualità. Da qualche tempo però, l’economia legata alla formazione e allo studio soffre delle diminuite risorse statali e dell’accesa concorrenza delle tante sedi universitarie. E’ ormai evidente che il settore pubblico non basta più; per contro l’imprenditorialità ad Urbino non è mai decollata come avrebbe potuto ed ora la città è in sofferenza per l’abbandono di tanti urbinati che vanno a cercare lavoro altrove, anche dopo aver studiato ed essersi formati qui, ed inoltre si sta accentuando l’isolamento in cui è relegata da tanti anni”. E l’amministrazione che ci azzecca? “La promessa di cambiamento dell’attuale amministrazione ha deluso molte delle aspettative. E’ avvitata in un vortice di litigi interni e di comportamenti incoerenti, senza progettualità di lungo periodo. Per questo, ripartendo dal lavoro fatto con il Piano Strategico, è necessario mettere in campo una nuova strategia, una nuova visione per Urbino, perché una città straordinaria come la nostra merita un progetto straordinario. Archiviato il passato – conclude Scaramucci – una nuova generazione politica, insieme a tutti coloro che amano la nostra città e vogliono mettere a disposizione esperienza e competenze, è chiamata ad impegnarsi in prima persona, e la politica può rappresentare lo stimolo a discutere e pensare idee comuni sul tipo di città in cui si vorrebbe vivere e che si intende realizzare”.

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Eravamo stati profeti, né buoni né cattivi, nel prevedere che i Verdi sarebbero tornati da dove erano usciti in un tempo ancora non molto lontano. Chi sono, chi non sono, quanti sono …lo dirà il tempo. La storia dell’albero di Natale in piazza della Repubblica è dietro l’angolo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: Carrabs & c. sono fuori dai giochi ducali e regionali, Vittorio Sgarbi, fino a prova contraria, è ancora Assessore alla Rivoluzione, Francesca Crespini non apre più bocca e sorride alle dichiarazioni di Alessia Morani che la vorrebbe e vedrebbe in rotta con la maggioranza, Gambini è al timone dei sindaci che compongono l’Area Vasta 1. Ciò ha rilasciato uno schiaffo al Pd di quelli davvero acustici visto che ritenevano incongrua e non valida l’elezione. Questa è la realtà attuale! La gente, sotto i torricini, ha bisogno dei fatti e non di ‘brain-storming’ pubblici di cui non afferra il significato opportuno. Vale più asfaltare e ripulire una strada, coprire buche, ristrutturare il centro storico o sventrare frane piuttosto che parlare di massimi sistemi. Perché, per esempio, la dirigenza Pd di Urbino non si porta davanti al Presidente Ceriscioli e non chiede il “vero” significato di Ospedale di rete per tutto il territorio dell’Alta e Media Valle del Metauro?Non chiede, sempre a Ceriscioli, perché la decisione dell’ubicazione del “sogno” dell’Ospedale Unico debba sempre essere preso dalla costa e mai dall’entroterra, spogliata, da anni, di tutto. E quel “da anni” non fa pensare ad amministrazioni rosse che hanno governato con numeri bulgari i centri cittadini e le istituzioni periferiche? E l’altro “miraggio” della Fano – Grosseto?Basta dire che ci sono i soldi?Che ora partiamo? Da quando è stata inaugurato il tratto fino Canavaccio si sente dire che “domani si parte di nuovo”. Domani è stato sempre un altro giorno senza novità serie e tangibili per la strada dei due mari. Certo che il Pd ha un apparato fortissimo e presto (le prossime amministrative se accadrà quello che pensiamo?) tornerà ad occupare le stanze di Palazzo. Per ora si sbatte, nella polemica a tutti i costi, il più possibile, commettendo anche, causa quel appassionato ‘dna’ contestatario tanto per mettere in dubbio sempre tutto e tutti, errori di bassa manovalanza politica. Ha tutto il tempo per rimediare. Stia sereno. (eg)   

Nella foto: il segretario del Pd Federico Scaramucci

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