Un referendum per salvare la sanità marchigiana

Un referendum per salvare la sanità marchigiana. Inviati ai 270 sindaci della regione i 4 quesiti referendari del MoVimento 5 Stelle

Un referendum per salvare la sanità marchigianaUn referendum per salvare la sanità marchigiana / URBINO – Piergiorgio Fabbri, consigliere regionale pentastellato e il M5S, lanciano il primo referendum della storia  regionale sulla Sanità. “Sono stati inviati ai 270 sindaci della regione i 4 quesiti referendari che il M5S ha stilato per fermare l’attuale iniqua riforma sanitaria”, questo è stato l’annuncio che i consiglieri regionali del M5S, con il sindaco pentastellato di Montelabbate Cinzia Ferri, hanno fatto in conferenza stampa, in Ancona. Per la prima volta nella storia marchigiana si cerca di attivare l’iter di indizione di referendum regionali, ma i tempi sono molto stretti e si spera che 20 sindaci deliberino d’urgenza in pochi giorni, nei propri consigli comunali, i quesiti proposti per il successivo invio in Regione. La norma in materia indica nella data del 28 febbraio il limite entro il quale poter indire il referendum da tenersi preferibilmente in concomitanza delle elezioni amministrative di giugno, altrimenti se ne potrà riparlare l’anno prossimo. “Dopo tanto clamore di popolo e le durissime prese di posizione di tutti i sindaci della provincia di Pesaro-Urbino contro la Regione per il declassamento degli ospedali dell’entroterra – ha sottolineato Fabbri – ora è stato fornito uno strumento concreto per fermare la discussa riforma sanitaria maldestramente avviata durante le feste natalizie. Verificare quali sindaci delibereranno sarà la cartina al tornasole per discriminare coloro che ‘fanno sul serio’ da quelli che ‘fanno finta’, cioè che ‘predicano bene e razzolano male’. I 4 ‘quesiti referendari Matrioska’ – come li ha battezzati il consigliere regionale Fabbri Piergiorgio – che il M5S ha inviato ai sindaci marchigiani, riguardano le competenze, ritenute eccessive, della Giunta Regionale in materia sanitaria, annidate all’interno dell’art. 3 della Legge Regionale 13/2003 e nelle successive modifiche apportate negli anni. L’obiettivo tecnico-politico è di riequilibrare i poteri a favore del Consiglio Regionale che è espressione diretta dei cittadini. Occorre contrastare la deriva autoritaria e le manovre di accentramento decisionale che si riscontrano a tutti i livelli – insiste Fabbri – riportando l’adozione di decisioni importanti, quali quelle in campo sanitario, nell’alveo della condivisione democratica, dopo aver ascoltato le esigenze dei territori”. Fabbri inoltre, replicando all’on. Morani ed al presidente della giunta regionale Ceriscioli, afferma che “la diatriba ormai noiosa sull’ospedale unico non ha ragione di essere, in quanto il famigerato ‘decreto Balduzzi’ non lascia la possibilità di realizzare un ospedale di eccellenza come il Pd cerca di far intendere, poiché allo scopo sarebbe necessario avere un bacino di utenza di minimo 600.000 abitanti, quasi il doppio della popolazione provinciale; l’ospedale unico sarà quindi una mera sostituzione fisica di ciò che già esiste ora: un normale ospedale di base”.

Ammettiamo che si volesse realizzare l’Ospedale Unico. “Se si volesse realizzarlo accendendo un mutuo regionale, si impegnerebbe la metà della capacità finanziaria disponibile in tal senso, paralizzando per sempre a possibilità di investire in altri campi di fondamentale importanza come lavoro, piccole imprese, turismo ed agricoltura, tutti settori bisognosi di sostegno e rilancio. E’ giunto il momento – conclude Fabbri – di decidere in piena trasparenza con i cittadini quale tipo di modello sanitario vogliamo nelle Marche, garantendo gli stessi diritti alla salute anche agli abitanti dell’entroterra, senza proseguire sulla strada, sbagliata e dannosa, dell’emanazione di delibere di Giunta confuse e non condivise”. (eg)

Nella foto: il consigliere regionale del M5S Piergiorgio Fabbri

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