Ostra ricorda i tre partigiani fucilati il 6 febbraio 1944

Ostra ricorda i tre partigiani fucilati il 6 febbraio 1944. Sabato una celebrazione in memoria di Piero Brutti, Amedeo Galassi e Alessandro Maggini

Ostra ricorda i tre partigiani fucilati il 6 febbraio 1944
Ostra ricorda i tre partigiani fucilati il 6 febbraio 1944

Ostra ricorda i tre partigiani fucilati il 6 febbraio 1944 / OSTRA – Il 6 febbraio 1944, dopo un processo sommario, vennero portati sotto il muro di cinta del paese e lì fucilati i tre partigiani: Piero Brutti, Amedeo Galassi e Alessandro Maggini. Oggi, in quello stesso luogo, si trova un cippo che sarà al centro della celebrazione che l’Amministrazione comunale di Ostra, le scuole Maggini di Ancona e Menchetti di Ostra, e l’Anpi sia locale che provinciale, promuovono con una cerimonia civile secondo il programma seguente:

– Ore 9,30 raduno in Piazza dei Martiri;

– Corteo diretto al Cippo di via dei Partigiani;

– Deposizione di Corona d’alloro e commemorazione.

La cittadinanza è invitata a partecipare alla commemorazione che si celebrerà  sabato 6 febbraio.

Pietro Brutti, Amedeo Galassi, Alessandro Maggini non erano eroi, semplicemente avevano capito che in quel momento c’era un grande lavoro da svolgere. Nell’antichità gli eroi erano semi-divinità dotati di forza prodigiosa, poi nei secoli, sono diventati eroi coloro che avevano condotto straordinarie imprese di guerra.

I nostri Partigiani – come ricorda l’Amministrazione comunale di Ostra – erano uomini alle volte anche incoscienti, perché l’incoscienza è umana, deboli, spaesati come è l’uomo per natura e come i germogli che sentono la primavera e restano gelati dall’inverno che ritorna prepotente.

Quello era il grande lavoro da svolgere, quindi uomini di buon senso che si sono caricati di responsabilità e hanno visto l’impegno da affrontare come il compito da svolgere prima di tornare stanchi ma sereni a casa per cenare e non sentire salato il pane. Ma tanti al pane non ci sono arrivati come i nostri tre Fratelli.

La sostanza è che dobbiamo saper leggere la complessità della storia senza appiattire l’identità di nessuno su un solo aspetto.

Questi nostri tre Fratelli, prima che partigiani, prima che consapevoli oppositori di un regime, prima ancora erano tre uomini, uno padre di famiglia, gli altri due superavano di poco la maggiore età: la mezzadria, gli studi, l’impegno politico, ognuno per una strada come noi immersi nella vita.

Avevano tutto da perdere personalmente. Si sono ritrovati insieme a fiorire spontaneamente per dare un colore alla stagione nuova, ma a Febbraio l’inverno ha prevalso.

È ancora la nostra umanità – conclude l’Amministrazione comunale di Ostra – a correrci in contro con lo straordinario dono della memoria che ci dà la facoltà di richiamare alla vita i nostri tre Fiori come se fossero ancora cangianti, perché l’Italia se ha un colore è il loro.

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