Il vescovo Franco Manenti: “Comunicare con misericordia per migliorare la società”

Il vescovo Franco Manenti: “Comunicare con misericordia per migliorare la società”

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SENIGALLIA – Alla vigilia della festa di San Francesco di Sales, patrono dei comunicatori, il vescovo di Senigallia, Franco Manenti, ha incontrato i giornalisti e gli operatori della comunicazione di Senigallia e della diocesi.

Nell’occasione il nuovo pastore della Chiesa senigalliese ha anche proposto una breve, ma significativa, riflessione sul tema, soffermandosi soprattutto su quanto ha affermato Papa Francesco che, nell’anno del Giubileo della Misericordia, ha giustamente accomunato comunicazione e misericordia.

Per Papa Francesco “la comunicazione ha il potere di creare ponti, di favorire l’incontro e l’inclusione, arricchendo così la società. Com’è bello vedere persone impegnate a scegliere con cura parole e gesti per superare le incomprensioni, guarire la memoria ferita e costruire pace e armonia. Le parole possono gettare ponti tra le persone, le famiglie, i gruppi sociali, i popoli. E questo sia nell’ambiente fisico sia in quello digitale. Pertanto, parole e azioni siano tali da aiutarci ad uscire dai circoli viziosi delle condanne e delle vendette, che continuano ad intrappolare gli individui e le nazioni, e che conducono ad esprimersi con messaggi di odio”.

“Comunicare – sempre per Papa Francesco – significa condividere, e la condivisione richiede l’ascolto, l’accoglienza. Ascoltare è molto più che udire. L’udire riguarda l’ambito dell’informazione; ascoltare, invece, rimanda a quello della comunicazione, e richiede la vicinanza. L’ascolto ci consente di assumere l’atteggiamento giusto, uscendo dalla tranquilla condizione di spettatori, di utenti, di consumatori. Ascoltare significa anche essere capaci di condividere domande e dubbi, di percorrere un cammino fianco a fianco, di affrancarsi da qualsiasi presunzione di onnipotenza e mettere umilmente le proprie capacità e i propri doni al servizio del bene comune”.

“Anche e-mail, sms, reti sociali, chat possono essere forme di comunicazione pienamente umane. Non è la tecnologia – afferma il Papa arrivato dalla “fine del mondo” – che determina se la comunicazione è autentica o meno, ma il cuore dell’uomo e la sua capacità di usare bene i mezzi a sua disposizione. Le reti sociali sono capaci di favorire le relazioni e di promuovere il bene della società ma possono anche condurre ad un’ulteriore polarizzazione e divisione tra le persone e i gruppi. L’ambiente digitale è una piazza, un luogo di incontro, dove si può accarezzare o ferire, avere una discussione proficua o un linciaggio morale”.

Proprio per questo la comunicazione, i suoi luoghi e i suoi strumenti hanno comportato un ampliamento di orizzonti per tante persone. Questo è un dono di Dio, ed è anche una grande responsabilità. “Mi piace definire questo potere della comunicazione come “prossimità”. L’incontro tra la comunicazione e la misericordia – per Papa Francesco, le cui considerazioni sono state fatte proprie dal Vescovo di Senigallia – è fecondo nella misura in cui genera una prossimità che si prende cura, conforta, guarisce, accompagna e fa festa. In un mondo diviso, frammentato, polarizzato, comunicare con misericordia significa contribuire alla buona, libera e solidale prossimità tra i figli di Dio e fratelli in umanità”.

L’incontro in Duomo con il vescovo Franco Manenti è stato introdotto da don Gesualdo Purziani, vicario per la Comunicazione e la Cultura della Diocesi di Senigallia che, insieme a Laura Mandolini ha anche illustrato quanto, in tema di comunicazione, sta facendo attualmente la Diocesi, impegnata su più fronti.

Nelle foto (di Giorgio Pegoli e Vincenzo Prediletto) alcuni momenti dell’incontro dei giornalisti con il vescovo di Senigallia Franco Manenti. Insieme a lui don Gesualdo Purziani e Laura Mandolini

 

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