“Cosa sta succedendo con i rifiuti a Urbino? E’ tempo di fare chiarezza”

Emilia Forti del Movimento 5 Stelle: “Cosa sta succedendo con i rifiuti a Urbino? E’ tempo di fare chiarezza”

FortiEmilia Forti del M5S di UrbinoURBINO – Dal consigliere comunale Emilia Forti del Movimento5Stelle Urbino riceviamo e volentieri pubblichiamo:

“Dal 2013 una legge impone di stabilizzare i rifiuti prima di portarli in discarica. Stabilizzare significa rendere inerte la frazione organica (quella piu inquinante fra i rifiuti non pericolosi). Nel 2014 la discarica di Ca’ Lucio converte in 40 giorni i propri impianti per far fronte alle richieste di legge; in questi tre anni la provincia di Ancona non solo non converte gli impianti ma, neanche ne costruisce di nuovi (non sappiamo fino ad oggi come, seriamente, abbia fatto a far fronte agli obblighi di legge),  fattostà che pochi giorni fa veniamo investiti da un’ordinanza regionale che ci impone di recepire i rifiuti della provincia di Ancona per stabilizzarli e poi rimandarli al mittente. La prima ordinanza è un atto di imperio dove si comunica che:

1) l’ordinanza ha carattere emergenziale

2) immediatamente cominceremo a ricevere l’immondizia di Ancona (i cammion stanno già arrivando)

3) Si possono conferire più rifiuti di quelli che il nostro impianto di stabilizzazione è in grado di trattare

4) l’ordinanza ha validità 6 mesi (rinnovabili per due volte per un totale di un anno e mezzo)

5) il nuovo impianto di stabilizzazione della provincia di Ancona sarà pronto solo alla fine del 2017.

La situazione ci sembra allarmante e tramite il Consigliere regionale del 5 stelle presentiamo un’interrogazione alla Regione cercando chiarezza prioritariamente in merito alla quantità di rifiuti conferiti. Magicamente, dopo l’interrogazione veniamo investiti da un’ulteriore ordinanza che specifica che conferiranno alla discarica di Ca’ Lucio un quantitativo preciso di rifiuti compatibile con la portata del nostro impianto. Spontaneamente ci domandiamo se il Movimento5Stelle non avessimo indagato saremmo stati placidamente invasi da rifiuti ben oltre la portata dell’impianto? Son bravi in Regione a ‘mettere le pezze’ a decisioni superficiali ed approssimative ma trattasi appunto di ‘pezze’ che lasciano aperti ancora molti dubbi:

1) come mai si tratta di procedimento emergenziale se questa situazione si protrae dal 2013? E perché dovremmo noi risolvere l’incapacità amministrativa altrui?

2) se c’è un problema nella nostra Regione come mai non si crea un tavolo di consultazione per risolverlo e si procede con atti obbligatori decisi senza condivisione con i territori e le amministrazioni interessate?

3) come mai Ca’ Lucio ha saputo riconvertire il proprio impianto in 40 giorni e la provincia di Ancona necessita di 2 anni?

Noi condanniamo senza appello il metodo della Regione che prima in ordine alla sanità, ora in ordine ai rifiuti e domani probabilmente in ordine all’energia, decide senza condivisione e consultazione imponendo dall’alto provvedimenti che per qualche motivo penalizzano costantemente maggiormente la nostra provincia rispetto alle altre province regionali. Condanniamo il metodo e la sostanza dove ci impone di recepire rifiuti per un tempo superiore alle effettive necessità di urgenza. Sosteniamo il sindaco Gambini che insieme alla commissione preposta, di cui facciamo parte, condurrà una trattativa con la regione per la sospensione immediata dell’ordinanza, la rimodulazione della stessa per un tempo congruo all’emergenza (tre mesi non rinnovabili) e che, se disatteso dalla regione, impugnerà legalmente l’ordinanza. Ci auguriamo che, come sulla sanità, i sindaci della provincia sappiano fare fronte comune e indirizzino alla regione il messaggio chiaro che non esistono territori di serie B pronti ad essere sacrificati di fronte alle emergenze generate, non da calamità, ma da cattiva amministrazione”.

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Che dire. Non ci sono parole. Quello che pensiamo in questo momento lo esprime un popolo intero dell’entroterra che si è letteralmente stufato di essere preso per i fondelli dai politici di turno che si riempiono la bocca di sostenibilità e difesa del territorio. Cosa accadrà, in futuro, a Ca’ Lucio?Non siamo degli indovini. Speriamo solo nella sapienza dei cervelli umani. Tutto il resto è talmente tangibile che non vale più la pena parlarne. Guai inasprire per l’ennesima volta la bellezza e il canto delle colline del Montefeltro. Guai! (eg)

 

 

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